Resto al Sud 2.0: come funziona, requisiti e importi
In sintesi
Resto al Sud 2.0 è l'incentivo Invitalia per under 35 che avviano un'attività nel Mezzogiorno. Offre due strade alternative: un voucher fino a 50.000€ coperto al 100% a fondo perduto (senza prestito), oppure un contributo a fondo perduto del 75% (70% sopra i 120.000€) su investimenti fino a 200.000€. Domande online su Invitalia, esaminate in ordine cronologico entro 90 giorni.
Resto al Sud 2.0 è la nuova versione di uno degli incentivi più richiesti d'Italia: un sostegno pubblico, gestito da Invitalia, pensato per chi vuole mettersi in proprio nel Mezzogiorno. La misura mette a disposizione oltre 356 milioni di euro a fondo perduto — cioè risorse che non vanno restituite. In questa guida spieghiamo, senza giri di parole, chi può accedervi, quanto si ottiene, in quali regioni e come si fa domanda.
Cos'è Resto al Sud 2.0
Resto al Sud 2.0 è l'evoluzione del precedente "Resto al Sud", aggiornata nel 2025. L'obiettivo è lo stesso: favorire la nascita di nuove imprese e attività di lavoro autonomo nelle regioni del Sud Italia, sostenendo soprattutto i giovani. La novità principale è la struttura del contributo, ora più semplice e con una quota a fondo perduto molto più alta rispetto al passato.
Chi può accedere: i requisiti
Per accedere a Resto al Sud 2.0 servono due condizioni principali:
- Età tra 18 e 35 anni non compiuti al momento della domanda
- Condizione di inattività, inoccupazione o disoccupazione, oppure iscrizione al programma GOL o appartenenza alla categoria dei "working poor" (chi lavora ma con redditi molto bassi)
La misura finanzia attività imprenditoriali, studi professionali e lavoro autonomo. Le imprese già esistenti, in generale, non rientrano: l'incentivo è pensato per nuove attività.
In quali regioni vale
Resto al Sud 2.0 si applica esclusivamente alle regioni del Mezzogiorno:
- Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia
Vivi nel Centro-Nord? Esiste una misura gemella, Autoimpiego Centro-Nord Italia, con logica simile ma dedicata alle regioni del Centro e del Nord. I requisiti d'età e le percentuali sono leggermente diversi.
Quanto si ottiene: importi e percentuali
Questa è la parte che interessa di più. Resto al Sud 2.0 prevede due strumenti alternativi: si sceglie quello più adatto al proprio progetto.
1. Voucher di avvio (100% a fondo perduto)
Per i progetti più piccoli: un voucher coperto interamente a fondo perduto. Per importi fino a 50.000€ non serve cofinanziamento né prestito bancario. È la via più semplice e veloce per chi parte con un investimento contenuto.
2. Contributo per investimenti più strutturati
- 75% a fondo perduto per programmi di investimento fino a 120.000€
- 70% a fondo perduto per programmi di investimento tra 120.000€ e 200.000€
In questo caso la quota restante è a carico dell'imprenditore (mezzi propri o finanziamento bancario, che possiamo aiutarti a strutturare).
Come si presenta la domanda
La domanda si presenta esclusivamente online sul portale Invitalia, con accesso tramite SPID, CIE o CNS. Il punto importante da capire è il meccanismo di valutazione:
- Le domande vengono esaminate entro 90 giorni
- La valutazione segue l'ordine cronologico di presentazione, nei limiti delle risorse disponibili
- Non c'è una graduatoria: se la domanda è completa e il progetto è valido, viene approvata
Cosa significa in pratica: conta arrivare presto e con una domanda fatta bene. Un progetto presentato in ritardo o con documentazione incompleta rischia di trovare le risorse esaurite o di essere respinto. La preparazione fa la differenza.
Gli errori che fanno perdere il contributo
- Avviare le spese prima dell'approvazione — molte spese sono ammissibili solo se sostenute dopo il via libera
- Un business plan debole o irrealistico — è il documento su cui si gioca l'esito
- Sbagliare lo strumento — scegliere il contributo investimenti quando bastava il voucher (o viceversa)
- Documentazione incompleta — basta un allegato mancante per rallentare o bloccare tutto
Resto al Sud 2.0 conviene davvero?
Sì, ed è tra gli incentivi più vantaggiosi oggi disponibili: una quota a fondo perduto del 70-75% (o il 100% con il voucher) è raramente eguagliata da altre misure. Il vero ostacolo non sono i soldi — ci sono — ma presentare un progetto solido, nei tempi giusti, con la documentazione corretta. È esattamente la parte in cui un affiancamento esperto cambia il risultato.
Dati aggiornati a maggio 2026. Le condizioni dei bandi possono variare nel tempo: verifica sempre la documentazione ufficiale su invitalia.it o contattaci per una verifica aggiornata sul tuo caso specifico.
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